Febbraio 2019 , Viaggio del Dott. Uderzo a Dodoma e Zanzibar
4-Febbraio
Alle spalle ormai la lunga trasvolata “Italia-Tanzania” (10 ore) ,sveglia stamattina alle 4 a Dar Es Salaam per raggiungere l’aereoporto “Julius Nierere” e successivamente con un volo interno la capitale della Tanzania, DODOMA.
Arrivo alle 7.30 all’Ospedale St. Gemma ed è subito riunione con il personale medico-infermieristico che si sta prendendo cura di 180 pazienti pediatrici affetti da “Sickle cell disease” da ormai 4 anni grazie al supporto di HELP3. I risultati sembrano molto buoni in termini di “sopravvivenza” (solo un paziente è deceduto) e di qualità di vita. Mi si fanno incontro anche alcuni dei genitori dei bambini in cura ) e capisco dai loro volti la soddisfazione per come sia cambiata la situazione da quando il trattamento è stato adeguato; una mamma mi chiede quando si potrà effettuare il primo trapianto di midollo osseo anche in Tanzania e non posso credere che le aspettative siano già cosi alte. I pazienti presenti al controllo sono 73 ,molto soddisfatti della cura intrapresa ed hanno anche dei progetti per il futuro : Neema di 9 anni vuole fare la “radiopresenter”, Laurent di 14 anni farà il Tecnico di laboratorio, Pinuccia di 10 anni farà la dottoressa mentre Generous di 12 anni farà l’infermiere.

Nel primo pomeriggio primo incontro ufficiale al nuovo Istituto Universitario “Benjamin Mkapa Hospital” (BMKH) di Dodoma con il Direttore Generale, Dott. A. Chandika che inaspettatamente mi chiede se sono disponibile a dare una mano per la “start up” di un Centro d’Ematologia pediatrica e Trapianto entro il 2020. Un po’ emozionato per la richiesta “ a brucia pelo” rispondo di si ma che non sarà una passeggiata e che ci vorranno gli aiuti anche del Governo tanzaniano per tale realizzazione. Il Dott. Chandika stupisce per il suo entusiasmo e convinzione che a DODOMA si possa dare il via al primo Centro della TANZANIA in grado di eseguire una terapia innovativa quale il “trapianto di cellule staminali” per la lotta alle malattie ematologiche.

5-Febbraio
Oggi mi trovo come “un pesce fuor d’acqua” perché coinvolto senza saperlo in una mega riunione di politici tanzaniani ,presente anche la “Ministra della Salute” , Dr. Ummy Mwalimu , cui il Direttore del BMKH vuole che illustri il progetto ambizioso dell’attivazione di un Centro TrapiantoPediatrico qui a Dodoma. Sembra che la Ministra sia già stata informata tanto che mi chiede quanto possa costare tale realizzazione e dopo la mia risposta ( ipotizzo 400.000 EURO) si mette a calcolare sul suo “Smartphone” l’equivalente in “Tanzanian Shillings” e dice << si può fare>>. Insisto nell’affermare che la parte più difficile del progetto sarà la formazione del personale medico-infermieristico locale , ma questo è un compito che Help3 ed i suoi collaboratori sanno come affrontare.

6 Febbraio
Eccomi nuovamente impegnato al BMKH dove presento nella riunione generale dell’Ospedale il progetto Help3 che pare riscuota un discreto successo a giudicare dalle numerose domande che mi vengono poste. Ma più importante risulta il giro effettuato nell’Ospedale con il Dott. Shakilu per “prendere visione ” del settore destinato al Centro d’Ematologia e Trapianto e per capire quali modifiche strutturali dovranno esser effettuate; a seguire una visita ai Laboratori d’Ematologia/Microbiologia/Virologia ancora in fase iniziale ma potenzialmente ben impostati, uno sguardo anche alla Radiologia che stupisce per la modernità delle apparecchiature in funzione ed infine un colloquio con il Direttore della Farmacia .Ma la giornata non è finita perché nel pomeriggio ,“a sorpresa”, mi viene chiesto di partecipare ad un’intervista assieme al Dott . Chandika e Shakilu: mi dicono che i giornalisti ed i MEDIA presenti siano tra i più noti in Tanzania…..andiamo bene!

7 Febbraio
Ultima giornata dedicata al BMKH dove con il Dott. Shakilu ed i suoi collabortatori visiterò alcuni pazienti ematologici , in particolare un ragazzo con Anemia Aplastica trapiantato in INDIA ed una bimba di 8 anni con sospetta Anemia di Fanconi che dopo esser stata nei più importanti ospedali della Tanzania è giunta qui a Dodoma per consulenza .Fuori le colline attorno all’Ospedale sono inondate dal sole africano ma appaiono “verdeggianti” in quanto siamo ancora nella stagione delle piogge. Mentre torno al St. Gemma Hospital osservo la vita delle persone , file di scolaretti in divisa che tornano a casa , donne con vestiti sgargianti che tornano dal mercato generale cariche di provviste d’ogni genere, una donna con un gran fascio di legna in testa che casca a terra per l’eccessivo peso, un uomo non più giovane che tira un carretto stracarico di frutta e verdura, ragazzi spericolati che sfrecciano con la Moto Taxi nel traffico già caotico del pomeriggio.

9 ,10,11 Febbraio
Eccomi di primo mattino con un traballante “Piper” che partendo da Dar Es Salaam ed ondeggiando paurosamente attraversa neri nuvoloni prima di scendere a ZANZIBAR arcipelago tanzaniano a larga maggioranza mussulmana. Qui più che altrove si sente il canto stentoreo del “muezzim” che invita a pregare (lo fa dal megafono). Caldo afoso, brulichio di gente dall’incedere lento, bimbi d’ogni età che sbucano dai vicoli stretti medioevali della “Stone town” , ecco le bancarelle con frutta di stagione o bibite ad ogni angolo, ed infine non mancano gli spiedini di carne arrostita e le banane abbrustolite a fuoco lento per chi desidera pranzare all’aperto. Mi dirigo subito all’Ospedale Governativo Mnazi Mmoja dove ho il primo appuntamento con il Dott. Ali Salum Primario del Reparto di Pediatria,un po’ silenzioso rispetto ai suoi collaboratori ma particolarmente attento alla mia presentazione ed alla discussione collegiale dove si tracciano le linee guida per un eventuale progetto di Formazione per le emopatie ( Sickle cell disease, Leucemie,Anemia aplastica….) che includa anche la “Telemedicina” come mezzo per “distance learning”.
Durante la mia prima notte a Zanzibar scopro una colonna di grosse termiti avanzare nella mia stanza, chiedo soccorso, mi danno un insetticida “spray”, colpisco ed elimino le mie non molto gradite ospiti cercando di dormire senza pensare troppo all’insolita disavventura.
Nei giorni successivi al mio arrivo utilizzo il tempo a disposizione per consolidare il progetto già in atto con HELP3 per la cura dei bambini affetti da “Sickle cell disease” qui a Zanzibar : sono più di mille ma per ora solo un centinaio ricevono la cura adeguata. Si discute anche di un nostro supporto formativo per la diagnosi e la cura delle Leucemie infantili che,purtroppo, per ora non vengono considerate malattie da curare adeguatamente da parte del sistema sanitario locale.
A conclusione di questo breve viaggio di lavoro, posso dire che l’attività svolta sinora da HELP3 ha creato le premesse per un miglioramento dell’assistenza a malattie ematologiche in età pediatrica creando sinergie
