Dopo un anno circa dall’ultima nostra missione (grazie ad HELP3) in
TANZANIA, ecco il ritorno in quella terra lontana di un gruppo di Italiani (medici, infermieri/e) che sono riusciti ad attivare due anni fa il primo Centro Trapianto per la cura delle malattie ematologiche dell’infanzia al Benjamin Mkapa Hospital (BMKH) di DODOMA.
Il clima favorevole del febbraio subequatoriale, la luce immensa del sole, il verde delle colline africane ci accolgono ancora una volta, sorridenti.
La città di Dodoma si sta espandendo sempre più da quando è diventata la capitale politica della Tanzania, e forse sta perdendo un po’ in quanto a tranquillità …ma è il suo destino. Mi piace pensare che insieme alle autorità locali anche Help3 abbia un po’ contribuito a rendere questa città più operativa, almeno per quanto riguarda la Sanità pubblica. E lo vediamo entrando al BMKH: dal febbraio 2023 ad oggi sono stati eseguiti i primi venti trapianti di cellule staminali in pazienti pediatrici affetti da “anemia a cellule falciformi” (ACF), con successo . Gente locale sempre ben vestita (ed è un segno di rispetto) che va e viene abbastanza ordinatamente, che saluta spontaneamente, che attende con pazienza il proprio numerino al CUP prima di accedere alle visite programmate in un Ospedale accogliente ed apparentemente ben organizzato. Servizi ospedalieri di qualità ben funzionanti come la Dialisi, Chirurgia cardiaca, la Divisione di Radiologia, il Centro Trapianto per malattie ematologiche pediatriche, il Centro Trasfusionale, la Microbiologia….
Il PROGRAMMA
Quattro i punti della nuova missione di Help3 composta da 10 professionisti italiani presenti da febbraio a maggio 2025 per svolgere i seguenti compiti al BMKH:
- Verifica e rafforzamento dell’operatività da parte del “team tanzaniano” da noi addestrato in precedenza per essere il più possibile autonomo nella gestione delle delicate problematiche dei pazienti trapiantati.
- Dare inizio ad un possibile programma diagnostico-terapeutico per le Leucemie in età pediatrica creando una specie di alleanza con i pochi ospedali che se ne stanno già occupando in Tanzania. In questo contesto abbiamo incontrato il nuovo Direttore Generale del BMKH ( Makubi) per poterne verificare la disponibilità a mantenere quanto creato finora nell’ambito del “trapianto per pazienti affetti da ACF” ed estendere l’eventuale nostro intervento per la diagnosi e la cura delle Leucemie in età pediatrica.
- Porre le basi per la “sostenibilità” del programma già avviato da Help3 con la possibilità anche di migliorare l’attuale struttura del “Day Hospital” per le malattie ematologiche al BMKH e collaborare con la Direzione dell’Ospedale per la costruzione di un “Ostello” vicino all’ospedale per i familiari dei pazienti ricoverati (in particolare per famiglie provenienti da molto lontano e con necessità di alloggio durante il lungo ricovero dei loro figli)
- Verificare la fattibilità di un “progetto di nicchia” per la diagnosi e la cura della ACF nell’isola di Pemba (Zanzibar)
RISULTATI della attuale missione
La Dr.a Cristina Tassi (
già Dirigente Responsabile al Centro Trasfusionale all’Ospedale S. Orsola di Bologna) si è dedicata alla Banca del sangue del BMKH (Damu Salama) per quanto riguarda l’attività tecnico-scientifica e di formazione del personale locale: ha avuto il compito di mettere in sicurezza questa parte del programma trapianto , coordinando il lavoro del personale tanzaniano dedicato all’uso di strumentazione adeguata per la preparazione e il buon uso dei prodotti del sangue, secondo il sistema qualità della Tanzania.
Il Dr.
Valentino Conter, per 30 anni responsabile all’Ospedale S. Gerardo di Monza per la stesura di protocolli europei riguardo la cura delle Leucemie del bambino e per la collaborazione con Paesi in via di sviluppo (America Latina soprattutto) ha discusso la fattibilità di un piano diagnostico terapeutico per i pazienti Leucemici che potranno accedere al BMKH dove fino ad oggi non è stata data questa possibilità. Con lui, Cristina ed il Dr. Shakilu abbiamo effettuato un viaggio in auto di 1200 Km in 24 ore per un gemellaggio con l’Ospedale KCMC (Kilimangiaro Christian Medical Center di MOSHI) che più di altri in Tanzania si sta occupando da tempo a questa patologia grazie anche ad un generoso supporto da parte di una ONG irlandese. La vicinanza dell’imponente profilo della vetta del KILIMANGIARO ha fatto da sfondo alla nostra missione e …speriamo sia di buon auspicio per il raggiungimento del nuovo obiettivo: addestrare qui un tecnico di Laboratorio del BMKH all’uso dello strumento diagnostico (Citofluorimetro) prima di un eventuale periodo di training in Italia sponsorizzato da Help3 per completare la formazione sulla diagnosi delle Leucemie pediatriche.


Il sottoscritto
, coordinatore di tutto il progetto, ha tenuto una conferenza al KCMC sulla possibilità di avviare al BMKH il Trapianto di midollo osseo per pazienti leucemici con difficoltà a completare la Chemioterapia (lontananza dal Centro di cura, mancanza di farmaci, scarsa aderenza ai protocolli di chemioterapia, ecc…) e destinati quindi al fallimento della Chemio quale cura tradizionale. Il Trapianto di cellule staminali si è dimostrato favorevole ottenendo la guarigione nel 50-70% dei casi trapiantati nei Paesi più progrediti ma potrebbe ottenere risultati analoghi anche al BMKH. Basta volerlo!
Il Viaggio è andato bene anche se un po’ faticoso, paesaggio tipicamente subequatoriale …! Visto un Baobab di 750 anni.
Incontro con Il Direttore Generale dell’Ospedale BMKH, Prof. Abel Makubi
Effettuato il 17 Febbraio con la partecipazione della Dott.a Cristina Tassi, del sottoscritto, del Vice Direttore Dr. K. Shija, del Dr. Shakilu Jumanne e della Dr.a Stella Mwalangae. Durata: circa 2 ore.
Vengono affrontati in dettaglio i punti già descritti sopra, in particolare la sostenibilità del Programma Trapianto in modo da assicurarne il mantenimento nei prossimi anni. Un programma dove il BMKH è stato individuato dal Ministero della Sanità come “Centro d’eccellenza d’Ematologia e trapianto di cellule staminali” non solo in Tanzania ma per alcuni Paesi dell’EAST AFRICA. Altri Ospedali potrebbero esser compartecipi dell’esperienza in atto per programmi congiunti nello stesso ambito.
Il Direttore Makubi prende atto dell’iniziativa volta ad implementare la diagnosi e la terapia delle Leucemie in età pediatrica anche al BMKH. Si dichiara favorevole all’invio in Italia (per training presso Centri Ospedalieri-Universitari accreditati a Monza ed a Padova) di un tecnico di Laboratorio e di una Dottoressa ematologa del BMKH, in modo da poter iniziare qui a DODOMA – speriamo presto – un programma di chemioterapia finalizzato alla guarigione di pazienti leucemici, ancora oggi destinati a prognosi infausta nei Paesi a “medio-basse risorse economiche”.
Il nuovo direttore è stato anche favorevolmente impressionato dall’apporto tecnico-scientifico del “team italiano”: a partire dal 2023 ad oggi ben 15 professionisti (medici-infermiere di due ospedali Universitari come il S. Gerardo di Monza ed il S. Raffaele di Milano) si sono alternati svolgendo “training in presenza” qui al BMKH per un totale di 12 mesi.
Apprezzato anche il supporto di Help3 nell’acquisto di un microscopio ottico per il Laboratorio di Ematologia del BMKH, e soprattutto di alcuni presidi essenziali medico-infermieristici acquistati e portati dall’ Italia in quanto non reperibili in Tanzania (Cateteri venosi centrali, aghi da aspirato midollare e Kit completi per sala operatoria, sacche per raccolta di cellule staminali midollari…). Dalle parole del prof. Makubi sembra ci siano tutte le premesse per mantenere una buona continuità del progetto Help3 a favore del Centro d’ematologia e Trapianto al BMKH. Vedremo!
Di particolare rilievo l’installazione nel Laboratorio d’Ematologia del BMKH della TELEMEDICINA per “consulenze a distanza”, programma avviato dal gruppo dei “Patologi oltre frontiera” con il quale abbiamo interagito nei precedenti 2-3 anni: è un altro gioiello portato qui dagli italiani.
Discussa la possibilità di mettere nel budget del 2025 anche il potenziamento del D.H. d’ematologia pediatrica e la costruzione di un Ostello d’accoglienza per i genitori dei pazienti ematologici che, abitando molto lontano, necessitano di rimanere accanto ai loro figli ricoverati per lunghi periodi al BMKH.

Verifica della operatività al Centro Trapianto di midollo osseo del BMKH
In linea di massima questo settore, fiore all’occhiello per il BMKH, funziona bene ma abbiamo trovato una certa disorganizzazione nella gestione dei pazienti causata dalla scarsità di risorse. Ciò è causato soprattutto da altre attività assegnate ai medici: chi impegnato all’Università, chi dedicato anche a pazienti ematologici adulti (nella Unità di Oncoematologia creatasi da poco), chi momentaneamente assente per dover frequentare un Master all’estero. Abbiamo dato riscontro delle nostre impressioni, aggiustato il metodo di lavoro come da standard di qualità, ripreso un aggiornamento di certi argomenti inerenti il trapianto e soprattutto sottolineato la necessità di non venire meno ad una modalità lavorativa da cui dipendono indubbiamente i risultati. Buono invece l’assetto del gruppo infermieristico tanzaniano.
Succede anche in Italia, ma bisogno subito mettere in atto le dovute azioni correttive. Eventualmente far pressione presso i responsabili dell’Ospedale affinché l’attività nel Centro Trapianto mantenga un livello operativo adeguato.
Visita dell’Ambasciatore Italiano della Tanzania al BMKH
Il 27 febbraio è stato da noi il Dott. Giuseppe Coppola, ambasciatore italiano, da pochi mesi insediatosi nella sede di Dar Es Salaam. Sorpreso d’aver appreso per caso di questa iniziativa: il primo Centro Trapianto di cellule staminali in Tanzania, reso possibile grazie all’iniziativa di Help3 e dei suoi volontari; ha quindi voluto rendersi conto di persona di questa realtà attuata nell’ambito della cooperazione Italia-Tanzania. Orgoglioso di quanto è stato ideato e fatto in un tempo relativamente breve da un gruppo di esperti ematologi italiani (medici- infermiere…) si è trattenuto per un’ora circa con noi e con il Direttore generale dell’Ospedale BMKH, complimentandosi e dando per certo il suo appoggio nel caso ci fosse bisogno. Ha promesso d’inviare una sua nota sui Social tanzaniani per far conoscere meglio questa realtà straordinaria.
Presenti alla visita ed immagino orgogliosi sono stati la Dr.a C. Tassi ed il Dr. Fabio Giglio che hanno parlato in dettaglio del ventesimo trapianto eseguito al BMKH.


Come procederà la nostra missione
Altri due medici trapiantologi di lunga esperienza ( Dott.a A Manna e Dr. P. Pioltelli ) e due infermiere (V. Tarizzo ed S. Gnecchi ) rispettivamente del S. Gerardo di Monza e del S. Raffaele di Milano proseguiranno a lavorare qui al BMKH sino alla fine di Aprile per il programma di aggiornamento. Non esclusa entro giugno un’ultima missione della collega F. Sabbatini infettivologa dell’Ospedale S. Gerardo di Monza dedicata alle problematiche di difficile diagnosi presentate dai pazienti trapiantati nella fase più impegnativa della loro degenza per lo stato di profonda immunodepressione.
Stato del “progetto di nicchia” per la cura di pazienti pediatrici affetti da “ACF” nell’isola di Pemba (arcipelago di Zanzibar)
Nei 3 giorni. presso il “Public health Laboratory” (PHL) della Fondazione De Carneri ( Chake-Chake City- PEMBA) ) ho avuto modo di dirimere i vari dubbi riguardo la fattibilità del progetto HELP3 che ha già fornito dal Luglio 2024 sia lo strumento che i reagenti per la diagnosi di ACF (“point of care”) sia una quota di farmaco “idrossiurea” per la cura dei primi 50 pazienti con la diagnosi di tale grave anemia ereditaria.
Ad oggi si è capito che nessun paziente è ancora in studio e si è quindi concordato con il Dott. SAID ALI (Responsabile locale dell’organizzazione) di dare inizio rapidamente allo “screening” ed alla cura dei primi pazienti mediante:
- a) coinvolgimento di 3 medici nei rispettivi ospedali (Mkoani a sud, Vitongojy al centro e Kinyasini a Nord dell’isola) per il buon andamento del progetto stesso. Si è convenuto che gli stessi dovranno utilizzare un “Data Base” (fornito gratuitamente da Help3) per meglio seguire il “follow up” dei pazienti consentendo un’interazione anche giornaliera (“consulenza a distanza”) con medici italiani dedicati al progetto.
- b) invio dei campioni per la diagnosi, momentaneamente analizzati in un punto centrale dell’isola (al PHL) e successivamente in un secondo punto dell’isola (Ospedale Kinyasini a nord) grazie alla donazione da parte di Help3 di un secondo strumento diagnostico “point of care”
- c) l’impegno di un Farmacista del PHL che si farà carico di distribuire il farmaco per la cura dei soggetti risultati affetti da ACF nei tre ospedali su citati
- d) invio da parte di Help3 di un quantitativo di farmaco utile alla terapia dei primi 100 pazienti affetti da ACF per un periodo di almeno due anni
- e) coinvolgimento delle autorità locali-ministeriali per approntare un piano strategico di cura gratuita a tutti i nuovi pazienti pediatrici affetti da ACF come già avviene in “Tanzania Main Land” da circa due anni.

