Emanuele Sala: supereroe contro il “mostro”

La leucemia ha bussato alla mia porta quando avevo 13 anni, nel lontano 1997. Come un uragano ha stravolto la vita mia e della mia famiglia.

Dalla normalità alla malattia

In un attimo la mia vita di ragazzo normale è stata invasa da esami, diagnosi, terapie impegnative e dolorose e un orizzonte lontano e difficile da raggiungere: la guarigione.

Ma il traguardo c’era e, grazie all’equipe di medici che si è dedicata a me, la strada si è subito delineata: il trapianto di midollo osseo era la strada da intraprendere. Un percorso tutt’altro che facile e per niente privo di pericoli. Sarebbero serviti mesi, anni per tornare a una vita completamente normale, senza farmaci e senza l’assillo di continui controlli medici.

Ma la strada è stata percorsa tutta e ora, dopo 24 anni sono qui a raccontarla. 24 anni affrontati con la voglia di onorare l’opportunità che mi è stata data. Con l’orgoglio di aver portato a termine i miei studi senza perdere nessun anno anche nei primi difficilissimi periodi.

L’ispirazione dei medici

I miei studi mi hanno portato a dedicarmi alla ricerca farmacologica. Sicuramente la passione e la tenacia che ho visto nei medici che mi hanno curato mi hanno ispirato nella direzione da dare alla mia vita professionale anche se in un ambito diverso, la neurofarmacologia. Anche se il mio più grande successo della vita sono mia moglie e la mia bambina alla quale passati oltre 20 anni da quella esperienza ho raccontato di quel “mostro” che ho combattuto come un supereroe.

Rendendola orgogliosa della superforza del suo papà.

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