Sono passati ormai 23 anni da quando quello che sembrava una semplice influenza mi portò a vivere il periodo più brutto della mia vita, una terribile parentesi che cerco di dimenticare.
Io sono nato e cresciuto in campagna, all’aria aperta, immerso nel verde della pianura lombarda e circondato da tanti animali trai i quali i miei adorati cavalli. Quando sono stato ricoverato in ospedale a Monza ho dovuto stravolgere le mie abitudini e abbandonare la mia casa per un lungo periodo, infatti l’ospedale era ormai diventato la mia seconda casa. Devo dire che il ricordo di medici e infermiere che mi hanno “sopportato” e “supportato” è sempre vivo nel mio cuore.
Di quel lungo periodo di cure ricordo le mie arrabbiature, di quando i medici mi vietavano di andare a cavallo e di stare accanto ai cavalli, insomma ho dovuto rinunciare alle mie attività quotidiane e soprattutto alla mia grande passione “i cavalli”.
Dopo il trapianto, a fatica, tutto è tornato gradualmente alla normalità, ho conseguito la licenza media in ospedale e in seguito ho finito anche le scuole superiori dopodiché sono riuscito a trasformare la mia passione in lavoro, ho conseguito il brevetto di istruttore di equitazione ed ora faccio sia il cavaliere che l’istruttore.
Nel 2015 mi sono sposato e con mia moglie che ha la mia stessa passione viviamo e gestiamo in un centro ippico, quindi partecipo regolarmente a gare Nazionali ed Internazionali di salto ad ostacoli, accompagno e alleno gli allievi e le soddisfazioni sono sempre moltissime.
L’unica cosa che mi fa tornare al passato, sono i controlli che faccio ogni due anni a Savona e credetemi mi pesano parecchio, però devo dire che grazie al mio bellissimo lavoro, ai miei genitori e a mia moglie riesco a dimenticare quella brutta parentesi della mia vita, dove l’unico conforto erano i sorrisi e le parole incoraggianti di medici e infermiere che mai dimenticherò!
