Al termine di quello che è stato il “tour de force” più impegnativo della mia vita dal punto di vista dei viaggi avventurosi, precarietà dell’organizzazione nei numerosi incontri anche ad alto livello condotti in terra africana ,avrei potuto dire …… still alive! Ma i risultati che sto per descrivere mi sono sembrati più che soddisfacenti.
Dall’Est all’Ovest della Tanzania ecco i sei Ospedali visitati in 12 giorni :
1)Istituto d’Oncologia a Dar Es Salaam , 2) Muhimbili University hospital (ospedale pediatrico) a Dar Es Salaam, 3) Kilimangiaro christian Medical Center a MOSHI, 4) Bugando University Medical Center a Mwanza, 5) St. Gemma designated hospital in Dodoma,6) Mnazi Mmoja referral hospital a Zanzibar
Ma da sottolineare anche l’ incontro con il Ministro della Sanità a Zanzibar, l’ incontro (vedi foto) con una Delegata del Ministro della Sanità della Tanzania responsabile dell’attività a favore dei bambini con “sickle cell disease” (SCD) la più frequente e tra le più severe delle “non communicable diseases” (tra le quali leucemie e tumori) considerate ancora malattie orfane nei Paesi in Via di sviluppo, ed infine un colloquio avuto con l’Ambasciatore italiano in Tanzania ( a Dar Es Salaam) che ha concluso la fase politico-diplomatica del mio viaggio.
Era necessario stabilire con maggior concretezza i contatti portati avanti per tutto il 2014 dopo il precedente viaggio in Tanzania , la donazione e l’invio da parte di HELP 3 del farmaco IDROSSIUREA specifico per la “SCD” ed il fitto scambio di e-mails che avevo avuto con i responsabili dei suddetti ospedali nel descrivere scopo ed obiettivi del nostro progetto. Il caldo africano anche se qui era stagione fredda s’è fatto sentire in ogni giornata trascorsa nei 6 ospedali tanzaniani non certo dotati di aria condizionata.
Al MUHAS di Dar Es Salaam , centro di riferimento per la “SCD “ in Tanzania il colloquio è stato condotto con il dovuto reciproco rispetto : è qui che la nostra attività potrebbe avvalersi della grande esperienza ( più di 2000 i bambini affetti da “SCD” qui seguiti) e collaborazione a favore degli altri ospedali supportati dal nostro progetto.
Ho presenziato ad un meeting interno al KCMC hospital di Moshi ma non ho avuto fortuna qui per l’assenza all’ultimo momento della responsabile dell’ematologia pediatrica:capita .
Al Bugando Medical Center di Mwanza (raggiunto dopo un viaggio avventuroso di 500 Km percorso in nove ore) ho rafforzato il programma già in atto dal 2014 : qui i pazienti con “SCD” sono più di 700 , i servizi (centro trasfusionale ,laboratori d’analisi,radiologia…) sono ad un buon livello tanto da farmi pensare che in questo ospedale si potrebbe forse nel giro di pochi anni organizzare un Centro Trapianto di midollo per le malattie ematologiche dell’età età pediatrica icluse le leucemie. In questo ospedale stanno lavorando attivamente da alcuni anni colleghi italiani dell’Associazione “patologi oltre frontiera” ed altri dell’Associazione “Vittorio Tison” dell’Istituto Tumori di Forli . Anche queste conoscenze potranno costituire punti di forza per il nostro progetto.
Al St. Gemma designated hospital di Dodoma (la capitale politica della Tanzania) piccolo ma ben organizzato ospedale distrettuale i contatti erano in atto già dal 2012 tanto da aver organizzato con la ONLUS di Monza “sostenitori ospedale S. Gemma Tanzania” l’invio di un container con una lunga serie di attrezzature ospedaliere (donate anche dall’Ospedale S. Gerardo di Monza) utili a far avere l’accreditamento da parte del governo tanzaniano ( vedi video). Qui la nostra attività darà un contributo essenziale alla cura della “SCD” in quanto malattia particolarmente diffusa nel territorio di Dodoma.
E’ qui che avvisato di dover partecipare alla visita di 3 bambini con SCD , me ne sono trovati ben 22……..scherzi del “tam tam africano”. Una bimba in particolare (vedi Foto) risultava esser la seconda di 4 fratelli con questa malattia causa di continui ricoveri ospedalieri e perdita della scolarità (tre mesi ogni anno scolastico).
Al Mnazi Mmoja ,ospedale principale di Zanzibar, struttura antica dall’architettura “arabeggiante” ho presentato il nostro progetto alla presenza del Ministro della Sanità (vedi foto) che inizialmente sembrava ignorarmi, mi squadrava serio ed infine dimostrava attenzione a giudicare dal fatto che prendeva appunti. Dichiarazioni positive dei presenti nel mantenere e rafforzare i contatti con HELP3 mi hanno fatto intuire che anche qui ci vogliono come alleati nella lotta contro la “SCD” di cui sono affetti almeno 400 bambini seguiti in questo ospedale.
Ritornando da questo viaggio e lasciandomi alle spalle il sole africano che ti avvolge , ti lascia senza respiro, si è consolidato il convincimento che potremo di sicuro portar il nostro contributo , pur modesto ma utile a ridare il sorriso a molti bambini con “SCD”, migliorare la loro qualità di vita (ad esempio facendoli tornare a scuola come i loro coetanei ) e garantendo una sopravvivenza sino all’età adulta come oggi non è ancora consentito per la mancanza di cure adeguate.